IL PRECRIMINE: ALGORITMO IA PREVEDE I CRIMINI CON 7 GIORNI DI ANTICIPO

da | Ago 6, 2023 | Attualità

Un nuovo algoritmo prevede i crimini con una settimana di anticipo e con una precisione del 90%. Distopia? No, semplice evoluzione strategica.

La rapida ascesa dell’intelligenza artificiale e dell’apprendimento automatico ha catturato l’attenzione dei governi. Lo sviluppo di tecnologie predittive, che per anni ha assunto le vesti di una distopia scientifica, per monitorare ed eventualmente prevenire il crimine e il comportamento criminale, stanno raggiungendo i primi, importanti risultati. Va detto che gli iniziali tentativi di applicazione sono stati piuttosto inconcludenti, considerando la tendenza al pregiudizio e al razzismo digitale, per così dire, facente parte di questi meccanismi di identificazione precoce del crimine.

Il Dipartimento di scienze sociali e dei dati dell’Università di Chicago, attualmente, ha creato un nuovo algoritmo che analizza le serie temporali e i modelli geografici dei dati sulla criminalità pubblica violenta e contro il patrimonio per prevedere il crimine. L’algoritmo è risultato corretto circa il 90% delle volte nel prevedere future attività criminali con una settimana di anticipo.

Ma è davvero sufficiente avere una precisione del 90%?

Prima di rispondere a questa domanda retorica, dal momento che un crimine per definirsi tale deve essere conclamato, vediamo più nello specifico il lavoro svolto sull’algoritmo. In un modello separato, il gruppo di ricerca ha anche studiato la risposta della polizia al crimine, analizzando il numero di arresti e confrontandolo tra quartieri di diverso status socioeconomico. I ricercatori hanno osservato che i crimini nelle aree ricche hanno provocato più arresti, mentre gli arresti nei quartieri svantaggiati sono diminuiti. Ciò è, plausibilmente, alla base della mancanza di risorse della polizia nei quartieri più poveri della città.

Ishanu Chattopadhyay è un assistente professore all’Università di Chicago e autore principale del nuovo studio, pubblicato sulla rivista Nature Human Behavior.

Come funziona l’algoritmo anticrimine?

Il nuovo strumento è stato testato e si è dimostrato efficace su due tipi di eventi segnalati dalla città di Chicago: crimini violenti (omicidi, aggressioni e percosse) e crimini contro il patrimonio (furti con scasso, furti di veicoli e di altra natura). Questi dati sono stati utilizzati perché i crimini di questo tipo hanno maggiori probabilità di essere denunciati alle forze dell’ordine, anche nei quartieri dove c’è un alto livello di sfiducia nei confronti delle autorità. Questi reati sono anche meno suscettibili ai pregiudizi della polizia, come possesso di droga, blocchi del traffico e altri reati minori. In questo nuovo approccio, i crimini vengono isolati, osservando le coordinate spaziali e temporali di ogni evento. In base a questo, la città viene suddivisa in quadranti di circa 300 metri quadrati di larghezza: quindi le previsioni non dipendono dal tipo di quartiere o dalle preferenze politiche delle diverse zone: ogni cosa viene osservata e calcolata riducendo al minimo i pregiudizi. E funziona, perché il match rate del 90% è stato ottenuto con i dati di 8 città americane, ovvero Chicago, Atlanta, Austin, Detroit, Los Angeles, Filadelfia, Portland e San Francisco.

Questo “pre-crimine”, ovviamente, non è come quello di Minority Report, anche se riporta alla mente l’idea del film di Spielberg del 2002. Insomma, ancora non vedremo le pattuglie della polizia arrestare un criminale “in anticipo” sulla base di una previsione.

Strumenti come questo, piuttosto, servono ex post, per predisporre investimenti mirati e potenziare le aree più bisognose di intervento. È una sorta di “gemello digitale” di controllo della sicurezza applicato ai crimini: una volta che assume le informazioni di ciò che è accaduto nel passato, è in grado di stimare una previsione per ciò che accadrà in futuro. 

“Non è magia, ha dei limiti”, si affretta a precisare l’autore principale, Chattopadhyay, “ma funziona bene. E puoi anche usarlo per simulare cosa succede se i crimini aumentano in una certa area. Un fattore importante nell’evoluzione dei nostri sistemi di sicurezza.”