LOVE ME TENDER: L’OMICIDIO DELLE SORELLE GRIMES

da | Ago 3, 2023 | Misteri e delitti irrisolti

Un mistero che dura da quasi settant’anni e una storia sconvolgente che non smette di porre inquietanti dubbi

Fu a Chicago, la sera del 17 dicembre 1956, che ebbe inizio questa vicenda. Fan devote di Elvis Presley, Barbara e Patricia Grimes, 15 e 13 anni, decidono di andare a vedere il suo nuovo filmLove Me Tender, al Brighton Theatre.Lasciano la loro casa a McKinley Park alle 19:30 e incontrano la loro amica Dorothy Weinert, con la quale avevano appuntamento. Verso mezzanotte, sorpresa di non aver visto rientrare a casa le sue due figlie, Loretta Grimes manda due dei suoi figli più grandi ad aspettare le sorelle alla fermata dell’autobus. Alle due del mattino, tuttavia, ancora niente. Le sorelle Grimes sono scomparse.

Inizia così una delle più grandi operazioni di ricerca nella storia di Chicago. Centinaia di poliziotti vengono assegnati al caso e diverse centinaia di volontari si uniscono alla ricerca. Vengono distribuiti 15.000 manifesti, interrogate 300.000 persone, setacciati parchi, canali e fiumi. Il caso fa così tanto rumore che all’improvviso Barbara e Patricia compaiono ad ogni angolo di strada nelle foto dei manifesti che continuano a moltiplicarsi.  Centinaia di segnalazioni vengono registrate fino a Nashville, nel Tennessee, al punto da instillare un quesito nella polizia: e se Barbara e Patricia fossero scappate per incontrare il loro idolo, Elvis?  Allertato, lo stesso Re del Rock ‘n’ Roll interviene alla radio per invitare le fanciulle a tornare a casa ma invano.

Infatti i media hanno iniziato a mettere in discussione il comportamento di Patricia e Barbara: si diceva che fossero scappate di casa per attendere il recital di Elvis Presley a Nashville, in Tennessee; che fossero in una comunità di giovani che imitavano lo stile di vita che il cantante esibiva nei suoi film; addirittura si vociferava che fossero con Elvis, nascoste nella sua villa di Graceland. Quando ha saputo della scomparsa delle ragazze e delle voci che circolavano secondo cui si sarebbero potute nascondere a Graceland, l’ufficio stampa di Elvis Presley ha rilasciato un comunicato ufficiale negando categoricamente il fatto. Lo stesso cantante ha approfittato di una delle sue presentazioni radiofoniche per rivolgersi a Barbara e Patrizia: «Se siete delle mie buone fan», aveva detto al microfono, «andate a casa e alleviate le preoccupazioni di vostra madre.»

SESSANTASEI ANNI DI MISTERO

Il caso prese una svolta sordida un mese dopo, il 22 gennaio 1957. In German Church Road, a Willow Springs, nell’Illinois, un uomo di nome Leonard Prescott crede di aver visto due manichini da vetrina. Avvicinandosi con la moglie, scopre i corpi nudi di Barbara e Patricia, i loro volti smostrati, i loro corpi disseminati di ferite inferte da un rompighiaccio. Un’autopsia rivela che l’ultimo pasto delle due adolescenti è stato quello consumato a casa dei genitori poco prima della loro partenza per il cinema, il che indica che le due ragazze sono state uccise poche ore dopo la loro partenza dal Brighton Theatre. Tuttavia, il medico legale non è in grado di determinare la causa della morte. I report tossicologici hanno rivelato che le ragazze non avevano fatto uso di alcol o droghe. Nessun indumento è stato trovato sulla scena del crimine e i corpi erano puliti, come se fossero stati lavati.

Il 27 gennaio, Edward Bedwell, un ventunenne descritto come “somigliante a Elvis Presley” rivendica l’omicidio e firma una confessione di 14 pagine. Dice di aver trascorso la sera del 30 dicembre con le sorelle Grimes e di averle uccise dopo essere stato allontanato. Tuttavia, la confessione di Bedwell non conferma il rapporto del medico legale e la pista viene archiviata. 

IL VERO COLPEVOLE?

Nel 2011, il detective della polizia di West Chicago, Raymond Johnson, da poco andato in pensione nel 2011, inizia a scrivere un libro su alcuni “cold case” e ad esaminare vecchi casi della città fino a quando non si imbatte in quello delle sorelle Grimes. Viene attratto da queste morti irrisolte e inizia a indagare. Johnson si accorge di un fatto di cui la polizia non aveva tenuto conto e che avrebbe potuto portare alla scoperta dell’identità dell’assassino. Un anno dopo la morte di Patricia e Barbara, un uomo di nome Charles Leroy Melquist è stato arrestato per l’omicidio di Bonnie Leigh Scott, una ragazza di 15 anni, il cui corpo è stato decapitato due mesi dopo il suo rapimento. La vittima era nuda, così come le sorelle Grimes, e il luogo in cui era stato trovato il corpo era a circa 15 chilometri da dove erano apparsi i cadaveri delle due ragazze. Esaminando i registri della compagnia telefonica, Johnson scopre anche che Loretta Grimes aveva ricevuto un’altra telefonata da un uomo la cui voce era la stessa di una precedente chiamata di Melquist. In questa occasione, la voce al telefono aveva annunciato:

«Ho commesso un altro delitto perfetto… Questo è un altro problema che la polizia non risolverà.»

Loretta aveva denunciato la telefonata alle forze dell’ordine ma non c’era ancora nessun cadavere, dunque nessun omicidio che si potesse collegare a nulla. Con questa informazione, più di cinquant’anni dopo, il detective in pensione va dai suoi colleghi in servizio, chiedendo loro di indagare sulla connessione tra i due fatti e di interrogare l’assassino di Bonnie. Tuttavia Johnson arriva tardi: Charles Leroy Melquist era morto pochi mesi prima, nella prigione di stato dove stava scontando l’ergastolo proprio per l’omicidio di Bonnie Liegh Scott. Nessuno ha potuto porgli le giuste domande le cui risposte, forse, sarebbero state determinanti per risolvere un caso che, diversamente, rimane tutt’oggi un mistero irrisolto.